Gianguido Piazza, Zelia Grasselli

Le Beatelle della mala stantia

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Descrizione

Il 3 luglio del 1576 arriva a Campiglia d’Orcia un visitatore d’eccezione: si tratta di Francesco Bossi, vescovo di Perugia, inviato dal Papa per ispezionare la conformità delle diverse comunità cristiane ai decreti del Concilio di Trento. La presenza dell’alto prelato sconvolgerà la tranquilla vita del piccolo paese toscano. Dieci suore vengono costrette a scegliere tra la clausura, sotto la sorveglianza del locale parroco, e l’abbandono dei voti con il ritorno in famiglia, sottoposte all’autorità paterna.

Ma le Beatelle, per due lunghi giorni, provano a resistere e diventano loro malgrado protagoniste di uno dei primi esempi di ribellione all’autorità maschile. Finiranno poi per chinarsi alle volontà della Controriforma e cadere nell’oblio della Storia.

Gli autori, partendo dal verbale di viaggio del Bossi, raccontano la resistenza delle donne campigliesi, riportando alla luce fatti, persone e luoghi dimenticati dal tempo. Come la chiesa e il convento di Santa Maria, la cui scomparsa rappresenta un autentico mistero. La pieve, a lungo la più importante del paese, svanisce nel nulla nei primi decenni del XIX secolo. Oggi, grazie allo studio di documenti inediti, il lettore ha la possibilità di conoscerne l’evoluzione negli ultimi cinquecento anni. Unica testimonianza rimasta è una pala, controversa e meravigliosa, di Pietro di Francesco Orioli, esposta alla pinacoteca di Siena.

Il volume comprende anche la ricostruzione in 3D della chiesa e del convento di Santa Maria e la presentazione della pala di Pietro di Francesco Orioli: “al cui centro si trovano due dolcissime figure femminili. Un sogno di leggerezza che le Beatelle avranno spesso contemplato e contrapposto alla durezza dei tempi”.

Con testi di Francesco Angelini e Irene Sbrilli

Dettagli

Formato

12×16,5

Anno

2011

Pagine

216

ISBN

9788875762247

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