Elisa Mariotti

La verità nello specchio e altri racconti

Valutato 5.00 su 5 su base di 2 recensioni
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Descrizione

Dodici istantanee. Dodici storie diverse tra loro che restituiscono la fotografia di una società come la nostra in cui si disperdono, confliggono, parlano senza ascoltarsi, molteplici “io”. Quello di Elisa Mariotti è un libro nel quale la vita si rispecchia e si riconosce, anche se l’immagine che ne risulta è costituita in prevalenza dalla violenza (individuale e di gruppo), dalla maternità vanamente inseguita o negata, dall’incomunicabilità, dalla precarietà del lavoro, dall’isolamento, dalla morte che recide vite in fiore. I personaggi che incontriamo appaiono fragili, ma sanno trovare riserve di forza inaspettate per provare a cambiare prospettiva e raggiungere così il giro di boa; sanno leggersi dentro per cercare le risposte ai dubbi esistenziali che li tormentano, anche se questo comporta una faticosa presa di coscienza; si scoprono soli e, soli, provano a salvarsi. Con una scrittura scarna ed essenziale, l’autrice ci accompagna nelle vite di Cloè, Giorgio, Giulia e dei protagonisti dei suoi racconti per dimostrare che la salvezza è difficile – perché legata alla tenacia del singolo individuo -, ma non preclusa. Disillusione e amarezza lasciano sempre il passo alla speranza, senza la quale, parafrasando Eraclito, sarebbe impossibile trovare l’insperato.

Prefazione di Francesco Ricci

Dettagli

Formato

12×16,5

Anno

2019

Pagine

104

ISBN

9788896905326

2 recensioni per La verità nello specchio e altri racconti

  1. Valutato 5 su 5

    primamedia editore

    Di solito, quando acquisto un libro, parto dalla sua consistenza. Deve essere un “mattone”, grande, spesso e con tante pagine. Questo perché ho bisogno di sapere che posso affezionarmi ai personaggi, trascinarmeli dietro per un po’, seguirli per giorni. Cerco di leggere con calma, di soffermarmi a lungo su dettagli e di adagiarmi per gustarlo come una prelibatezza unica. Ecco… con “La verità nello specchio ed altri racconti” di Elisa Mariotti è accaduto esattamente il contrario. Mi sono trovata tra le mani una raccolta di storie: piccola, tascabile, essenziale. L’ho girata e sfogliata per qualche minuto, passando dalla prima alla quarta di copertina, leggendo la prefazione ed infine lanciandomi a capofitto nella lettura. Non ho avuto bisogno di un segnalibro, perché ho cominciato e finito questo libro in una sola volta. L’ho divorato, insomma, sbranato, trangugiato (senza farne indigestione) ed è stato come indossare dodici vesti in una volta sola. Questo libro dalla copertina verde è uno scrigno di tesori. Delicato, prezioso, forte ed emozionante. Ho sentito di svestirmi e rivestirmi per dodici volte, esattamente quante sono le storie. Mi sono immedesimata nei protagonisti di ciascuna di esse, senza difficoltà e senza paura alcuna. Sono riuscita, durante la lettura, a fermarmi e a pensare. Sono riuscita a chiudere gli occhi e ad immaginare quello che non è scritto del prima e del dopo, laddove l’autrice lascia volutamente uno spiraglio aperto per consentire a qualunque lettore di metterci del proprio. Elisa serve dodici portate, dodici piatti, uno diverso dall’altro e si mostra abile nel metterli in fila facendo sì che l’amaro di uno non guasti la dolcezza e la delicatezza degli altri. “L’ensemble di colori è un preludio del gusto”. Il colore nero della prima storia, il buio, il riflesso nello specchio, si sposa con il rosso denso, carico, sanguigno, polposo della voglia di rinascita che erutta come lava da un vulcano di parole che Elisa costruisce pagina dopo pagina. Il rosa ed il celeste della maternità, il bianco della purezza infantile ed adolescenziale, il verde della speranza, il giallo del sole e di quel riflesso nello specchio che è un sottile filo conduttore tra le storie. Il grigio di una vita uggiosa che d’improvviso cambia, infine un mix di sfumature che si fondono ed evoca desideri, pulsioni, emozioni. Dodici racconti, dodici storie attuali che aprono la mente ed offrono spunti di riflessione. Elisa serve un concentrato di argomenti attuali e preziosi, rendendoli accessibili a tutti, attraverso un linguaggio semplice e lineare, che scorre e scivola su un terreno pregno di sensazioni emotive molto forti. Da leggere, custodire, rileggere. Senza stancarsi mai.
    Daniela Cavone

  2. Valutato 5 su 5

    primamedia editore

    “La verità nello specchio e altri racconti” è il titolo dell’elegante opera della scrittrice senese Elisa Mariotti con la copertina di Caterina Angelica e la prefazione di Francesco Ricci. Un volume in cui traspaiono la sensibilità femminile e la capacità narrativa di una scrittrice che riesce ad essere realistica senza mai perdere la poeticità. Una manciata di racconti che toccano temi importanti senza retorica, ma con una scrittura asciutta, attraente, svuotata dai fronzoli e accompagna i lettori in incursioni interiori che toccano l’impercettibile e il misterioso attraverso il percettibile e il visibile.

    Così si asciugò le lacrime, che nel frattempo le erano scese senza fare troppo rumore e fissò il suo viso invecchiato nello specchio, perdendosi per un periodo interminabile negli occhi privi di luce di quell’immagine riflessa. Le trame si intessono attraverso una descrizione accurata dei dettagli mentre Elisa ci parla del dolore, del bullismo, delle relazioni usando una terminologia chiara come nel racconto intitolato: Vittima e carnefice, dove porge l’orecchio all’ascolto attento di chi subisce prepotenze. Lo fa in maniera discreta, senza pruderie o pietismi e cercando anche la ragione dei persecutori, animali feriti che preferiscono tirare zampate piuttosto che affrontare il proprio dolore. Elisa, con una sensibilità tutta femminile, é capace di entrare nel dolore dell’uno e di esprimerne i vissuti: Ricordo per filo e per segno ogni torto subito, ogni insulto ricevuto, ogni livido sulla schiena che a volte mi costringeva a dormire bocconi. Ho ancora in mente ogni faccia che assisteva a quelle scene, ogni ridata che si confondeva con le altre voci, ogni sguardo che sentivo su di me.

    Ed è poi capace di comprendere anche l’altra parte: Perché non solo la vittima ha bisogno di aiuto, ma anche il carnefice. Il bullo non ha un cuore di pietra, ma una pietra intorno ad un cuore ferito.
    Così diventa testimone impercettibile di ombre e sprazzi di luminosità senza mai perdere la dimensione umana e senza il timore di immergersi profondamente nelle storie che narra con una penna che va oltre e supera le barriere dei luoghi comuni. Ne consegue una bellezza automatica che non trascura nessun momento della vita dimostrando una maturità di scrittrice che affascina e sa raccontare. Come ci dimostra anche in un racconto dedicato alla violenza femminile.

    Era una bella casa la loro. Grande, curata, ben arredata, con un giardino che in primavera aveva i colori dell’arcobaleno. Insomma, una casa perfetta, come quella delle bambole con cui giocavo da bambina. E in una casa di questo tipo non poteva che viverci una bambola. Con questa narrazione che porta il titolo di uno dei capolavori teatrali di Henrik Ibsen, scritto dal drammaturgo nel 1879 durante un soggiorno ad Amalfi, l’autrice affronta un tema scabroso e complesso. La differenza è in un dettaglio, l’articolo determinativo “La” che precede il resto del titolo e una solidarietà femminile che è attenzione e antidoto ai lividi portati sul corpo della protagonista. É un dato certo che laddove sussiste solidarietà femminile diminuisce la violenza di genere e l’autrice lo sa, anzi lo sente. L’immagine che emerge nel racconto è una mano di donna che stringe l’altra e la sostiene nel difficile viaggio di uscita dal tunnel.

    Elisa dipinge immagini con le parole, crea storie e sotto-storie dentro le storie, come in questa esposizione dove l’amicizia fra le due donne emerge all’interno di una relazione di coppia e dove la scrittrice sa generare emozioni senza mai cercare la compiacenza del lettore. Un libro che vale la pena di leggere, connotato dalla leggerezza tipica dei racconti brevi, che quando riescono a cogliere l’indicibile in poche righe, mostrano l’abilità dell’autrice che non manca di dirci che nonostante i dolori, le incertezze, le incongruenze di questa terra: Non posso fare a meno di alzare gli occhi al cielo per cercare la stella più luminosa che da lassù sembra sorridermi.
    Paola Dei

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