Daniele Magrini

L’anno dell’Intelligenza Artificiale

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Descrizione

Le sfide dell’Intelligenza Artificiale, la morsa degli algoritmi tra utenti sempre più dipendenti dai social e i colossi del web padroni dei big data. Nel reportage giornalistico di Daniele Magrini tutto quello che c’è da sapere su un fenomeno irrefrenabile in continua evoluzione.

La scelta dell’autore è stata di ancorarsi ad alcuni fatti precisi accaduti nel 2023, che può essere considerato a tutti gli effetti l’Anno dell’Intelligenza Artificiale. Tra i principali fatti accaduti: il primo sciopero contro Chat GPT a Hollywood, che ha visto marciare compatti sceneggiatori e attori famosi; il primo summit mondiale sull’Intelligenza Artificiale, a Bletchley, alle porte di Londra dove Alan Turing decrittò i codici dei nazisti; la prima legge al mondo sull’Intelligenza Artificiale varata l’8 dicembre 2023 dall’Unione Europea; la prima denuncia, a fine dicembre, sempre contro Chat GPT e il suo “collega” Copilot, ad opera del New York Times per violazione del copyright.

Intanto i Tribunali cominciano a scrutare anche dentro le opacità degli algoritmi, con la causa di 42 stati americani contro Meta di Mark Zuckerberg per la dipendenza da social di bambini e adolescenti. Il racconto dei cento giorni che hanno messo in discussione il potere dei colossi del web, si dipana così tra la ricerca delle regole e l’irrefrenabile innovazione tecnologica. Mentre emergono anche problemi etici di natura epocale, come ricorda Papa Francesco, che invita a non cadere “nella spirale di una dittatura tecnologica”.

Dettagli

Formato

12.5×20.5

Anno

2024

Pagine

264

ISBN

9788896905524

2 recensioni per L’anno dell’Intelligenza Artificiale

  1. Valutato 5 su 5

    primamedia editore

    di Lorenzo Lazzeri per culture.globalist.it

    Nel cuore dell’era digitale, il 2023 si è distinto come l’anno in cui l’intelligenza artificiale ha definitivamente varcato la soglia tra la nicchia scientifica e la conversazione globale. Con il rilascio di Chat GPT a fine 2022, una semplice “macchina parlante” ha aperto un vaso di Pandora, scatenando un’ondata di fascino, corsa all’emulazione, dibattiti etici e interrogativi sul futuro del lavoro e della società.

    Daniele Magrini, nella sua ultima opera “L’anno dell’Intelligenza Artificiale” (primamedia editore, 16 euro) ci guida attraverso i momenti chiave e le sfide che hanno caratterizzato questa svolta, invitandoci a riflettere sul significato profondo dell’innovazione tecnologica nella nostra vita quotidiana. Lo fa interpretando alcuni studiosi di chiara fama e ripercorrendo, con il piglio giornalistico che contraddistingue i suoi lavori, i principali documenti che segnano questo passaggio d’epoca. Da Hollywood ai corridoi del potere globale, dall’etica alla dipendenza digitale, questo viaggio offre una panoramica essenziale per navigare il complesso paesaggio dell’AI che continua a evolversi sotto i nostri occhi.Il libro, “Le sfide dell’AI”, si apre con lo sciopero a Hollywood contro l’AI ed esamina successivamente eventi come l’approccio legislativo dell’Unione Europea e degli Stati Uniti; il ruolo dei chatbot nell’informazione e nella comunicazione, evidenziando le tensioni tra innovazione e regolamentazione, evidenziando la doppia natura dell’AI come fonte di progresso, potenziale minaccia evidenziandone le numerose questioni etiche nate intorno a questo dualismo.

    Nella seconda parte, “Nella morsa degli algoritmi”, l’autore si addentra nelle implicazioni sociali dell’AI e della tecnologia digitale, con un occhio di riguardo e un pensiero profondo sull’impatto che ha nei giovani e sulla società in genere.

    Magrini promuove l’esplorazione di molteplici temi come la dipendenza dai social media, le conseguenze della vita sempre più mediata dalla tecnologia, ponendo l’accento sull’urgenza di un dibattito informato e critico sui limiti e l’uso responsabile di queste tecnologie emergenti capaci di stravolgere i paradigmi sociali, culturali, economici e formativi.Di questo testo possiamo sicuramente citare il capitolo “Dalla dopamina all’invisibile dipendenza che isola i ragazzi”, dove viene esaminata la sindrome F.O.M.O. (Fear Of Missing Out) e la nomofobia, forme di ansia o paura connesse alla crescente dipendenza dai social media e la costante ricerca di approvazione online causata dall’esasperata pressione sociale di questi nuovi media con effetti devastanti sugli adolescenti.

    Non si sottraggono all’interesse del lettore anche altri argomenti del vissuto recente, come quelli legati alla pandemia da COVID-19. L’infodemia, con la quale è stato inondato il mondo con informazioni fuorvianti, spesso sfruttando tecniche ambigue di comunicazione sociale di massa, non mediata, minando la fiducia nella scienza, nelle istituzioni e nelle misure sanitarie.

    Lo stesso OMS ha definito questo fenomeno come “una pericolosa sovrabbondanza di notizie false”, che ha alimentato paura e confusione. Parallelamente, l’evoluzione del giornalismo digitale ha messo in luce l’importanza di fonti affidabili e verificate, ma anche la difficoltà di discernere il vero dal falso in un ecosistema informativo sempre più distorto, nel quale i deep fake, alimentati da avanzate tecniche di apprendimento automatico, ormai rappresentano una sfida non facile da vincere e dove questi contenuti falsi, ma molto realistici, sono divenuti capaci di replicare audio e video di persone in azioni mai compiute, minacciando di erodere ulteriormente la fiducia nel tessuto informativo e democratico. Citron della Boston University e Chesney University Texas, che spiegano: “poiché il nostro ambiente informativo in rete interagisce in modo tossico con i nostri pregiudizi cognitivi.” ci mettono in guardia sul potenziale autoritario che questa tecnologia potrebbe abilitare, esasperando la decadenza della verità e della fiducia e aprendo la strada a manipolazioni e disinformazioni senza precedenti.

    Occorre pertanto affermare che l’approccio utilizzato in questo splendido volume intreccia analisi tecniche con profonde e ricche riflessioni socioculturali, il che rende la lettura appassionante e necessaria per chiunque desideri comprendere il ruolo e l’impatto dell’AI nel nostro tempo.

  2. Valutato 5 su 5

    primamedia editore

    http://www.odg.it

    Le sfide dell’Intelligenza Artificiale e la morsa degli algoritmi che rende gli adolescenti sempre più dipendenti dai social. Sono i due filoni in cui si articola il libro appena uscito L’anno dell’Intelligenza Artificiale (Primamedia editore). Ne è autore Daniele Magrini, giornalista attento alle relazioni tra media e cultura digitale, che approfondisce anche una delle dinamiche più dirompenti nel rapporto
    tra AI e media: possono Chat Gpt e le altre applicazioni di Intelligenza Artificiale generativa essere addestrate anche con decenni di articoli di giornale firmati e frutto di un processo editoriale oneroso ed esclusivo? A vantaggio solo delle grandi web companies proprietarie delle “macchine” scriventi e dialoganti? È uno dei quesiti di fondo di cui si occupa Magrini, che nel libro riporta gli atti della causa
    intentata dal New York Times contro OpenAI e Microsoft per l’addestramento di Chat GPT e Pilot che, secondo la prestigiosa testata newyorchese, hanno violato i vincoli del copyright.
    Il libro è un reportage giornalistico in presa diretta di un fenomeno in continuo cambiamento quale è tutto ciò che è legato all’Intelligenza Artificiale, che si dipana tra la ricerca delle regole da parte degli Stati sovrani e l’irrefrenabile innovazione tecnologica. Magrini riporta anche un estratto del report dell’Osservatorio sul giornalismo digitale dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, realizzato da Alessia Pizzi, introdotto da una dichiarazione del presidente Carlo Bartoli: “L’arrivo dell’intelligenza artificiale generativa nel campo dell’informazione – afferma Bartoli –può essere gestito soltanto attraverso la stipula di una grande alleanza tra tutti i soggetti che si propongono di governare questo fenomeno. Occorre l’attività regolatoria dell’Unione Europea, l’intervento del governo con le sue politiche di attuazione di sostegno e sviluppo all’editoria, il ruolo di regolatori delle Autority, le buone pratiche degli editori e un atteggiamento propositivo e attento da parte di noi giornalisti”.

    La narrazione del libro di Daniele Magrini ruota intorno ad alcuni fatti precisi accaduti nell’ultimo anno: il primo sciopero contro Chat GPT, a maggio, a Hollywood, che ha visto marciare compatti sceneggiatori e attori famosi; il primo summit mondiale sull’Intelligenza Artificiale, a novembre, a Bletchley, alle porte di Londra, laddove Turing decrittò i codici dei nazisti; la prima legge al mondo sull’Intelligenza Artificiale varata l’8 dicembre 2023 dall’Unione Europea; le regole sull’AI di Cina e Stati Uniti. I documenti riportati danno completezza alla narrazione giornalistica del libro. Nel racconto dei cento giorni che hanno messo in discussione il potere dei colossi del web, particolare attenzione è riservata ai problemi etici di natura epocale, come ricorda Papa Francesco, che invita a non cadere “nella spirale di una dittatura tecnologica”. Daniele Magrini dedica poi la seconda parte del libro alle opacità degli algoritmi dei social, riportando gli atti del processo di 42 stati americani contro Meta di Mark Zuckerberg, sotto accusa per la dipendenza da social di bambini e adolescenti e per gli effetti drammatici anche sui meccanismi cerebrali di apprendimento. Ma anche il dramma di Molly Russel, ragazzina inglese suicida a 14 anni per eccesso da social. I drammatici documenti processuali sono riportati anche nelle disposizioni irrinunciabili a cui hanno dovuto sottostare le web companies. Il libro, su questi aspetti, anticipa di pochi giorni la clamorosa decisione del sindaco di New York di vietare i social ai minori di 14 anni.

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