APPUNTAMENTI: “I minatori del Giglio”, presentazione domenica 8 luglio all’Isola del Giglio (Campese)

4 Luglio 2012

APPUNTAMENTI: “I minatori del Giglio”, presentazione domenica 8 luglio all’Isola del Giglio (Campese)

L’isola del Giglio non è solo mare, spiagge bellissime e fondali da esplorare. L’isola, una delle perle del Mediterraneo compresa nell’arcipelago toscano,  nasconde una storia che pochi conoscono. Una vicenda dimenticata che si è conclusa nel 1962 ma che aveva contribuito fino ad allora allo sviluppo economico e alla trasformazione del territorio e dei suoi abitanti. Una storia di miniere e minatori, ma anche di contadini e pescatori che adesso riaffiora grazie alla penna di Ivio Lubrani che, con sguardo attento e commosso di chi ha vissuto quegli anni, ripercorre la memoria storica della piccola comunità gigliese. Torna così alla luce l’isola che non c’è più, fatta di miseria, insicurezza, di una vita magra e di stenti. Un libro per non dimenticare i sacrifici dei molti gigliesi, ma anche per scoprire il volto inedito dell’isola più bella dell’Arcipelago Toscano.
 
La presentazione – Domenica 8 luglio al Giglio (Campese, bar Capitan Beppino, ore 18.00) la presentazione del volume. Oltre all’autore saranno presenti il sindaco di Isola del Giglio, Sergio Ortelli, il presidente del Circolo culturale gigliese, Armando Schiaffino, Mauro Barni, ex rettore dell’Università degli studi di Siena che porterà la sua testimonianza di medico legale, e Samantha Brizzi, presidente Pro Loco Isola del Giglio.

Il volume –"I minatori del Giglio. Storie della miniera e altri ricordi" (Primamedia editore e Betti editrice) ripercorre le vicende della miniera di pirite dell’isola a Campese («chiusa nel 1962 e mai più riaperta») e dei minatori che vi hanno lavorato. Riaffiorano le vecchie gallerie, i pozzi, le discenderie e le rimonte che ormai i turisti non vedono più. Di tutto l’armamentario industriale è rimasta solo una parte di uno dei piloni che ancora affiora dalle acque del piccolo golfo. Poco più di un ricordo di archeologia industriale. Mentre dalla polvere della Storia riemergono volti e nomi che in quella miniera sono entrati per lavorare e in qualche caso ne sono stati sacrificati, anche negli anni successivi. Il volume (formato 15×21, pp. 152, € 14.00) contiene fotografie d’epoca, alcune inedite, gentilmente concesse da Luigi Rancarani, Alina Piazza e dalla società Edison/Archivio Zamban, centro per la cultura d’impresa. Arricchiscono il libro due scritti di Palma Silvestri su alcuni episodi di vita gigliese.