Descrizione
Dialogo poco accademico per una gestione corretta e creativa del patrimonio culturale
Fotografie, video, Social; ma anche recensioni, articoli, guide e realtà aumentata. Oggi il turista può conoscere tutto di un viaggio o di una meta da raggiungere prima ancora di muoversi da casa. Eppure, rischia lo stesso di rimanere deluso a causa di un afflusso turistico troppo massiccio, prezzi alti, mancanza di autenticità, scarsa accessibilità, disorganizzazione. Vale per tutti, ma a maggior ragione per coloro che amano musei, monumenti e aree archeologiche.
Una delle ragioni del successo di una meta turistica risiede, infatti, nella capacità degli operatori di garantire un equilibrio tra la corretta modalità di visita dei luoghi e la tutela dei beni artistici e storici oggetto dei desideri. Una grande sfida da affrontare per ogni destinazione dal momento che scegliersi i turisti non è possibile, ma accoglierli nel modo giusto, invece, sì.
Il volume offre una riflessione su questi e altri temi, in un dialogo schietto, appassionato e senza preconcetti tra un operatore turistico (Roberto Guiggiani), con tante esperienze diverse alle spalle, e un operatore culturale (Gianluca De Felice) da anni impegnato in uno dei siti più attrattivi del mondo, piazza del Duomo a Pisa con la sua celebre torre pendente.
Attraverso l’analisi di temi come marketing, valorizzazione del patrimonio, evoluzione del turismo culturale, overtourism e gestione delle destinazioni, gli autori propongono spunti e strumenti utili a comprendere e approfondire le sfide di un settore economico in continua evoluzione importante per il nostro Paese, in grado di generare, sempre più, occupazione e ricchezza.
https://www.youtube.com/watch?v=532m-Hp-SnA


Amina Sabatini –
Ho letto questo libro con grande curiosità perché uno degli autori è Roberto Guiggiani, che considero “mentore inconsapevole” della mia ultima scelta lavorativa. Devo dire che mi sono ritrovata d’accordo con quasi tutto ciò che ha scritto. E dove non lo ero… l’ho preso come un invito a essere più elastica. Tra le pagine si trovano vere e proprie perle di saggezza, utili e concrete. Mi ha colpito anche la sua schiettezza: chi lo conosce bene forse non si sorprenderà, ma per me è stata una rivelazione. Ho scoperto con piacere anche l’altro autore, Gianluca de Felice, segretario dell’Opera della Primaziale Pisana. Mi resta solo una curiosità irrisolta… ma gliela chiederò direttamente quando andrò a farmi autografare la mia copia!
Francesco Paletti –
Tirreno Pisa-Pontedera-Empoli di giovedì 25 settembre 2025 (pagina 5)
«I turisti non si possono scegliere ma si può decidere come attrarli» Presentazione del libro scritto da Gianluca De Felice e Roberto Guiggiani Nella foto Il titolo è: “Bellezza Italia. Manuale d’uso peril turismo che vogliamo” (edizioni Primamedia) ?di Francesco Palettl Pisa C’è chi i turisti li conta. E chi li studia. Poi, però, ci sono pure quelli come Gianluca De Felice e Roberto Guiggiani che invece da anni, di visitatori ne incontrano a migliaia. Perché il primo è il segretario dell’Opera Primaziale Pisana, la fabbriceria che da oltre un millennio gestisce piazza del Duomo. E Guiggiani oggi insegna. Precisamente “Evoluzione dei mercati e nuove tendenze nel turismo” alla Fondazione Campus di Lucca e “Management del turismo sostenibile” alla Scuola superiore di mediazione linguistica di Pisa. Nel turismo lavora da oltre 30 anni e ha svolto tutte o quasi le professioni possibili, incluso quella di direttore dell’Azienda di promozione turistica di Pisa. “Tutto dipende da che punto guardi il mondo” recita una canzone degli Jarabe de Palo degli anni Novanta. Ed è questa la prospettiva scelta da “Bellezza Italia. Manuale d’uso per il turismo che vogliamo”, edito da Primamedia, il volume scritto da De Felice e Guiggiani, un “dialogo poco accademico per una gestione corretta e creativa del patrimonioculturale”. «I turisti non si possono scegliere, però si possono costruire sistemi d’accoglienza adeguati a specifici profili di visitatori che si vuol provare ad attrarre», ha detto Guiggiani marted’i sera nella bella cornice del Bistrot dell’Opera, che ha ospitato la presentazione moderata dal giornalista Francesco Ippolito. «Il turismo di massa va difeso, ma per farlo in modo efficace, evitando qualche aspetto che può essere controproducente, è necessario investire nell’organizzazione», aggiunge De Felice. Non manca qualche stoccata: «Per costruire un sistema d’accoglienza occorrono investimenti nei musei e in generale negli spazi delle nostre città, mai sindaci, che oggi si lamentano, negli ultimi venti anni hanno fatto poco o nulla vaiorizzare e gestire dal punto d i vista turistico i loro centri storici e oggi danno la colpa ai turisti e agli affitti brevi», sorride Guiggiani. Di investimenti da riorientare parla anche De Felice: «In Italia ogni anno organizziamo un numero enorme di mostre con un volume ingente di risorse: se le avessimo usate per riqualificare e modernizzare i musei che esistono, e anche per crearne qualcuno nuovo, oggi avremmo molti più luoghi culturali permanent], attrattivi anche dal punto di vista turistico». Un’altra questione, però, la solleva il presidente dell’Opera della Primaziale, Andrea Maestrelli, e riguarda non tanto gli spazi, ma le persone che lavorano con i turisti: «Noi stiamo investendo molto nell’accoglienza e nell’inclusione. Un’altra sfida che stiamo affrontando, però, è il rinnovamento della funzione della cosiddetta “custodia”: non siamo solo i guardiani e i sorveglianti di un patrimonio storico e artistico immenso, ma anche l’interfaccia tra quel patrimonio e i milioni di persone che vengono a visitarlo». Il resto è nel libro.